La costruzione del dispensario nel villaggio di Mkongo

ANNO  2000 – I° VISITA

Quando i primi volontari di Neema nel 2000 sono arrivati a Mkongo, del dispensario esistevano muri alti un metro e mezzo, il lavoro iniziato era stato abbandonato alcuni anni prima.
Con i finanziamenti di Neema ed il lavoro degli abitanti del villaggio, sia mussulmani che cristiani,  il dispensario piano piano ha preso forma.
Nel 2003 la struttura è stata ultimata ed arredata con l’invio, tramite container, di materiali provenienti dai due ospedali dismessi del Valdarno, Montevarchi e San Giovanni.
Nel 2004 è stato scoperto, nascosto tra l’erbacce, un vecchio pozzo vicino all’orto del Parroco. Così è stato ripristinato e dotato di una pompa azionata da 4 pannelli solari montati su un supporto metallico necessari a trasformare la corrente da 12V a 220V; successivamente è stato costruito un piccolo locale in muratura a protezione del pozzo e della pompa e, sempre con il contributo della popolazione, è stato effettuato uno scavo profondo 50 cm per una lunghezza di 800 metri per istallare la tubazione dal pozzo al dispensario che attualmente è dotato d’acqua, risorsa indispensabile anche per le cure mediche.
Nel 2005 è iniziata ufficialmente l’attività del dispensario, disponendo di un medico tanzaniano a tempo parziale, di un tecnico di laboratorio di analisi e di una infermiera professionale-ostetrica, tutti pagati dalla nostra associazione.
Nel 2006 sono stati acquistati in città i pannelli solari e le batterie per elettrificare un frigorifero già presente nel dispensario, allo scopo di conservare alla giusta temperatura il necessario per i test HIV.
La gestione è affidata ad un comitato rappresentativo del villaggio con a capo il Parroco che si avvale della collaborazione di una suora sempre presente nel dispensario nelle ore di attività.
Nel 2010 il laboratorio è stato dotato di un microscopio ottico ad illuminazione elettrica, donato dalla nostra Asl 8 di Arezzo, che ha sostituito il vecchio ad illuminazione a specchio, sono stati forniti inoltre strumenti e reagenti per l’esecuzione degli esami più semplici. Nei primi mesi del 2011 il dispensario è stato ufficialmente riconosciuto dal Ministero della Sanità della Tanzania. Questo importante traguardo raggiunto, costituisce anche un salto di qualità nelle prestazioni fornite dalla struttura stessa; infatti, grazie al riconoscimento, arrivano più facilmente i farmaci e cosa fondamentale è stato allestito un “ambulatorio per le vaccinazioni” con personale dedicato, attrezzature e vaccini forniti dallo stesso  Ministero.
La nostra associazione, anche dopo il riconoscimento statale, continuerà a collaborare nella gestione del dispensario, infatti nella missione di luglio 2011, che alcuni associati hanno intrapreso, la dotazione dello stesso è stata implementata con la consegna di:

  • 1 apparecchio e reagenti per il dosaggio dell’emoglobina nel sangue ( utile per bimbi e donne in gravidanza)
  • 2 apparecchi e reattivi per la misura della glicemia
  • 2 apparecchi per la misura della pressione sanguigna
  • 1 centrifuga per il laboratorio analisi
  • 1 lettino da visita
  • 1 sedia ginecologica

Sempre nel luglio 2011 abbiamo iniziato il lavoro di un progetto che si potrebbe chiamare “Salvare una donna per educare un villaggio”.
Semplicemente abbiamo iniziato la raccolta di campioni per lo screening della ricerca del tumore del collo dell’utero che in Italia è conosciuto da tutti come PAP-TEST. La scelta di questo aspetto della sanità, piuttosto che il problema AIDS è legata al fatto che di  tale malattia si interessano già in molti ed inoltre riteniamo importante impegnarci sull’aspetto della salute femminile in quanto la donna in tutta l’Africa riveste un ruolo cruciale, fondamentale ed insostituibile nella gestione della famiglia. È la donna solamente ad accudire i figli con l’aiuto delle figlie più grandi, è lei che procura l’acqua insieme ai bambini, che procura la legna per cucinare, per fare luce e riscaldare.
Perdere quindi una donna vuol dire mettere in grande difficoltà un certo numero di persone ( un marito oltre che quattro, cinque o anche dieci figli) .
Riteniamo perciò importante conquistare la fiducia delle donne del villaggio anche per intraprendere future iniziative su altri aspetti della salute o su norme igieniche per migliorare l’aspetto sanitario generale.
In Tanzania, come in altri paesi dell’Africa centrale, l’incidenza del tumore del collo dell’utero è molto alta, circa 10 volte quella italiana ed europea, ma ancora più alta è la mortalità delle donne colpite dal tumore, 25 volte quella italiana. I dati sono sicuramente destinati ad aumentare negli anni futuri se, come è successo da noi negli anni ’60, non verranno iniziate campagne di sensibilizzazione e di screening.
Per il momento i campioni di PAP-TEST raccolti al dispensario durante i nostri viaggi annuali, vengono analizzati da alcuni citologi italiani, “benefattori” che ci hanno assicurato gratuitamente le loro prestazioni.
Per il futuro abbiamo in mente un “obiettivo ambizioso”. Vogliamo continuare la raccolta dei campioni, anzi aumentare il numero, cercando di coinvolgere altri dispensari del distretto sanitario di Nantumbo dal quale anche Mkongo dipende, ma punto focale del nostro obiettivo è cercare di formare personale tecnico-sanitario autoctono capace di analizzare in loco i campioni raccolti.
Sappiamo benissimo che il compito si presenta arduo ma confidiamo nel grande entusiasmo dei nostri associati, nella forza che ci è stata data dalle donne del villaggio che hanno risposto in maniera estremamente positiva nel sottoporsi ad un esame per loro nuovo ed inconsueto e sul vostro costante aiuto.

LUGLIO  2012

Durante l’ultimo viaggio abbiamo avuto contatti con le autorità governative del distretto di Nantumbo per quanto riguarda il progetto dei PAP-TEST. Le proposte di Neema sono state accolte favorevolmente, anche se attualmente nella regione non ci sono esperti citologi in grado di poter leggere i vetrini. Il problema quindi si sposta su un’altra dimensione: come curare le donne che risultano positive al Pap-Test? Il comitato cittadino del dispensario di Mkongo si impegna a pagare il viaggio alle pazienti malate per sottoporle ad intervento chirurgico a Dar Es Salaam (che dista dal villaggio 1000 Km ed è l’unico ospedale oncologico che risulti in Tanzania). Questo contributo per Neema non è sufficiente e, una volta tornati in Italia, inviamo alle autorità sanitarie governative i risultati dei 73 pap-test effettuati durante il nostro soggiorno e chiediamo un aiuto per poter prendere in seria considerazione il problema della cura delle donne malate. Una nota di estrema positività: l’infermiera del dispensario continuerà ad effettuare i pap-test.

Con le autorità sanitarie tanzaniane è stato concordato di fornire abitazioni per il medico e gli infermieri che svolgono la loro attività nel dispensario in quanto, venendo da lontano, si devono spostare con l’intera famiglia e risiedere nel villaggio. Le retribuzioni di questi medici saranno da ora in poi a carico dello Stato, quindi Neema si solleverà dall’impegno economico sostenuto fino ad adesso. Di questo siamo contenti perché finalmente le cose cominciano a funzionare da sole. Noi ci siamo già azionati ed abbiamo già acquistato nel villaggio una vecchia abitazione da ristrutturare; i lavori verranno eseguiti anche con la collaborazione della scuola di falegnameria e muratura che provvederanno ad ultimare quest’opera.

DICEMBRE 2014

La popolazione è molto contenta del funzionamento del dispensario, poiché è stato potenziato sia dalla nostra associazione sia dalle autorità governative. Esso rappresenta una grande speranza per la vita di molte persone che arrivano per curarsi anche da molto lontano. Il comitato locale che si occupa delle sue problematiche è molto attivo, sa farsi portavoce eloquente presso le autorità sanitarie. Durante il nostro soggiorno ci viene chiesto di potenziare l’impianto elettrico con pannelli solari, inverter e stabilizzatore,  ad uso specifico dell’ecografo. Attualmente nel dispensario ci lavorano:

  • 2 infermieri specializzati pagati interamente dal governo per assistenza al parto ed alle giovani madri per insegnare ad accudire i neonati e per la somministrazione dei vaccini;
  • 1 suora infermiera specializzata con funzioni di direttrice   pagata dalla diocesi;
  • 1 medico  pagato in parte dalla nostra associazione ed in parte dalla diocesi;
  • 1 tecnico di laboratorio;
  • 1 guardiano;
  • 2 donne delle pulizie pagati con proventi del dispensario.

La direttrice della struttura ci ha chiesto ancora una volta la fornitura di lenzuola, coperte, asciugamani (dei quali sono carenti) e medicinali.

ANNO 2015 

In collaborazione con le autorità tanzaniane,a breve verrà in Italia un medico locale per specializzarsi negli interventi chirurgici su donne affette da tumore al collo dell’utero. Le spese per il viaggio e l’alloggio saranno sostenute in parte dal governo tanzaniano, in parte dalla nostra associazione. Gli studi, che si svolgeranno presso l’ospedale Gemelli di Roma, sono a carico della struttura ospedaliera grazie alla disponibilità del Prof. Scambia.
L’idea è nata in seguito al progetto PAP-TEST, proposto dal biologo Dott. Libero Aldinucci (volontario dell’Associazione e persona di grande cuore) già da alcuni anni. Il progetto è stato ben accetto dal villaggio vista la più che soddisfacente adesione da parte delle donne di Mkongo.
Teniamo a precisare che la lettura dei campioni prelevata è stata fatta gratuitamente in Italia dalla A.S.L. di Arezzo. È sorto in seguito il problema della cura dei soggetti risultati positivi al test . Da quelle parti non esiste attualmente una struttura ospedaliera in grado di poterlo fare se non a 1000 km di distanza. In seguito a questa difficoltà quasi insormontabile a quelle latitudini, si sono attivati due diversi canali:

  1. la suora che lavora come infermiera nel dispensario , ha chiesto ed ottenuto di frequentare un corso di formazione per il trattamento del primo e secondo stadio di lesione al collo uterino;
  2. la specializzazione del medico a Roma, dott Kelvin Komba permetterà il trattamento della forma
    tumorale più grave.

ANNO 2017

Nel 2017, il Dottor Komba, come da progetto ha espletato i suoi studi a Roma. È stato sostenuto in modo quasi materno da due soci di Neema, residenti a Roma, Lucia e Gianni, che si sono assunti il compito e il piacere di insegnargli le norme di sopravvivenza nel nostro mondo: spesa al supermercato, ricariche telefoniche, mezzi pubblici….La loro presenza è stata importante soprattutto a livello affettivo e solidale permettendo al Dottore di non sentirsi solo. Rientrato in Tanzania, ultimamente egli ha eseguito pap-test a molte pazienti. Analizzati i vetrini in italia grazie al contributo gratuito della A.U.S.L Toscana Sud-Est di Arezzo, i risultati sono stati inviati in Tanzania. Una paziente risultata positiva al pap-test è stata operata dal dottor Komba con esiti di ottima guarigione.

Sempre nel 2017, è stato trasferito il laboratorio analisi dall’interno all’esterno del dispensario, utilizzando, a tale scopo, il locale cucina già esistente e modificato secondo le disposizioni governative locali.

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