Il sud della Tanzania

State entrando nell’altopiano MAKONDE, provincia di SONGETA-TANZANIA.
CONTESTO DI RIFERIMENTO:
Parrocchia di MKONGO NAKAWALE comprendete sette villaggi tra cui: LIMANU, LITETE, MWANGAZA,NJALAMATATA, MTAKUDIA, MITORONJI per un totale di circa 15.000 abitanti.

SITUAZIONE POLITICA:La Tanzania, formalmente Repubblica Unita di Tanzania (Jumhuri ya Muungano wa in swahili), è uno stato dell’Africa orientale.La popolazione presente supera i 26 milioni di abitanti, in maggioranza africanni, con minoranze indiane, arabe ed europee.
Le lingue ufficiali sono i kiswahili e l’inglese ma usato anche l’arabo.
E’ amministrativamente suddivisa in regioni, a loro volta suddivise in distretti; attualmente vigono 265 regioni e 127 distretti.
Dar es Salaam è una delle città principali, capitale fino al 1983 quando le funzioni politiche ed amministrative sono passate e Dodoma, è situata sulla costa dell’Oceano Indiano di fronte all’isola di Zanzibar; rappresenta il maggior centro commerciale del Paese ed è servita da un buon aeroporto internazionale.
La Repubblica unita della Tanzania ha un sistema politico basato sul modello della repubblica parlamentare.Il presidente tanzaniano è capo dello stato, capo dell’esecutivo e al contempo è anche capo delle forze armate.Il sistema politico vigente in Tanzania è definito dalla costituzione del Paese, promossa nel 1961, anno in cui il Tanganica ottenne l’indipendenza della Gran Bretagna.Da allora è stata sottoposta ad una serie d’ emendamenti e cambiamenti.
La struttura del governo è divisa in due parti: il Governo centrale ed il Governo Rivoluzionario di Zanzibar.Il potere esecutivo è in mano al Presidente della Tanzania ma comprende anche il Vice Presidente, il Presidente di Zanzibar, il Primo Ministro, ed i Ministri del Gabinetto.
Il potere legislativo è affidato ad una struttura di tipo parlamentare, sia a livello centrale che a Zanzibar.

SITUAZIONE ECONOMICA: La  Tanzania è una dei Paesi più poveri al mondo, si pensi solo al fatto che il 50% della popolazione si trova sotto la soglia di povertà.
L’economia dipende in gran parte dall’agricoltura che costituisce circa meta del PIL ed impiega gran parte della popolazione, in particolar modo delle compagne. Il maggior ostacolo in questo campo è il fatto che la produttività del suolo è legata all’applicazione di una tecnologia povera, dipendente da condizioni climatiche inaffidabili e irregolari: sia i prodotti coltivati , che le scorte sono costantemente soggetti a periodiche stagioni di siccità.I prodotti maggiormente coltivati sono il mais, il sorgo, il miglio, il riso, il grano ed i legumi; quelli maggiormente esportati sono: caffe, tabacco, tè, olio di semi, spezie, etc…
Le donne costituiscono la forza lavoro più importante in questo settore, in quanto anche se gli uomini normalmente vangano i campi e conducono gli animali da traino, esse sono coinvolte direttamente in tutte le fasi della produzione alimentare: dalla fase della semina, alla ripulitura delle erbacce, alla concimazione e infine anche alla raccolta.
SACCO’ s : questa istituzione è nata nell’anno 2002 è certificata il 10.01.2003 come cooperativa di risparmio e credito per lo sviluppo della popolazione dei villaggi, riesce infatti a coprirne addirittura cinque: M-Kongo, Nakawale, Mwangaza, Njalamatata, Limamu, Mtakudia.
E’ nata su iniziativa dei rappresentanti dei 5 villaggi, proprio perché si erano accorti della necessità di un’istituzione come quella di riuscire a compiere i primi passi verso una sviluppo economico della popolazione nella fascia di reddito medio-basso.
E’ una cooperativa orientata prevalentemente alla mobilizzazione del risparmio, ma offre anche servizi di altro tipo come prestiti o nel periodo delle piogge, che lo richiede, c’è la disponibilità di ricevere in prestito fertilizzante per la coltivazione dei campi.

SITUAZIONE SOCIALE:La speranza di vita alla nascita risulta essere circa pari a 51 anni, con un tasso di speranza di vita della 0.43%.Per quello che riguarda la fasce più deboli della popolazione, cioè bambini, si rileva che il tasso di mortalità infantile è pari al 104 per mille.
Solamente il 54% della popolazione ha un adeguato accesso alle risorse idriche, mentre solo il 10% ha a disposizione sufficienti strutture igieniche.
Nella realtà dove noi andiamo ad operare, come gran parte di paesi africani ,la Tanzania è afflitta dall’epidemia dell’AIDS. I dati ufficiali mostrano che il 7% della popolazione adulta è affetta da questo virus, ma il problema sta nella fascia giovane (di età tra i 20 e i 34 anni ) dove sembra che la percentuale sia un incremento.
Per quanto riguarda l’istruzione, il tasso d’alfabetizzazione della popolazione adulta (maggiore di 15 anni) è abbastanza buono, essendo all’incirca intorno al 75.1% (la componente femminile è pari al 66.5%).
L‘alfabetizzazione giovanile (dai 15 ai 24 anni) è pari al 90% circa.
Infine, considerando il ruolo delle donne all’interno dei processi di sviluppo, il tasso di sviluppo la Tanzania è al 126 posto su 173 paesi rilevati (Sito ufficiale della Tanzania).
Uno dei fulcri principali della vita tanzaniana è la famiglia al cui interno esiste una forte gerarchia che si può percepire in modo tangibile, per esempio, osservando l’ordine utilizzato nel salutare i presenti da coloro che entrano in casa.
Gli anziani, sia uomini che donne, sono sicuramente le persone più importanti, in quanto portatori di saggezza: anche se spesso sono loro a prendere direttamente decisioni riguardanti la casa, vengono interpellati in caso si abbia bisogno di qualche consiglio e se richiedono esplicitamente qualcosa, lo si deve rispettare.
Quando infatti giungiamo al cospetto di un anziano, dobbiamo mostrargli devozione rivolgendosi a loro con la parola “shikamoo” che letteralmente significa “tengo i tuoi piedi” e spesso il saluto è anche accompagnato da un piccolo inchino; dopo i loro vengono uomini in ordine d’età e successivamente le donne.
I modelli e le strutture familiari in Tanzania sono vari e dinamici, oggi riescono a convivere diversi tipi di famiglia: quella nucleare , composta semplicemente da padre,madre e figli, quella tipicamente allargata e quella poligama.Nelle relazioni tra i due sessi all’interno della famiglia tanzaniana, esistono altre due dinamiche: la prima è la dote, la seconda sono le aspettative sociali nei confronti delle bambine.
Per quanto riguarda quest’ultimo punto possiamo affermare che già dall’infanzia queste ultime vengono subito iniziate ai ruoli femminili, vengono insegnate loro differenti mansioni che si ritiene saranno utile alla loro vita adulta, ad esempio apprendono come seguire le faccende di casa. L’essere donna infatti comporta anche numerose difficoltà in questi paesi soprattutto parlando di uguaglianza: è uno dei principi fondamentali dell’ideologia tanzaniana, ma viene generalmente interpretata come uguaglianza tra gli uomini e non necessariamente vengono contemplate le donne.
Queste ultime, pur essendo definite dall’ex presidente Julius Nyerere come spina dorsale della nazione, sono sempre rimaste in condizioni subordinate e non hanno mai avuto la possibilità di beneficiare dei progressi compiuti nel settore dell’istruzione e dell’offerta dei servizi.
La dote invece rappresenta l’insieme dei beni (materiali e monetari) che la famiglia del futuro sposo dona alla famiglia della futura sposa, per ottenere la mano di quest’ultima. La dote quindi è vista come simbolo di unione tra le due famiglie e come testimonianza della validità del matrimonio, nonché mezzo per saldare l’amicizia tra loro.
A prescindere dal significato che poteva avere in passato, la dote oggi contribuisce a peggiorare la situazione delle donne: nel caso i doni abbiano un basso valore economico, se il matrimonio è in crisi il marito può trattare la consorte con meno rispetto, motivando il suo comportamento con il basso valore della moglie stessa.

 ISTRUZIONE: La scolarizzazione primaria rientra all’interno degli obbiettivi del governo tanzaniano nel quadro di una politica dell’istruzione per l’ auto sviluppo, che prevede programmi per fornire agli studenti sia le capacità che le conoscenze da utilizzare per lo sviluppo del paese ed in particolar modo delle aree rurali. L’istruzione secondaria è invece molto meno sviluppata e solo il 2% degli studenti che finiscono la scuola primaria sceglie di proseguire gli studi. Le difficoltà di accesso e di proseguimento degli studi sono dovute per gli studenti, sia alla scarsa possibilità di poter pagare le tasse d’iscrizione, sia dal fatto che fra coloro che hanno ultimato il primo o il secondo ciclo di studi, molti non riescono a trovare un lavoro stipendiato. E’quindi in aumento da un lato il numero di bambini che lavorano perché le famiglie non sono in grado di mantenere i costi degli studi, e dall’altro quello dei ragazzi o ragazze che interrompono gli studi per spostarsi nelle città alla ricerca di qualsiasi lavoro che gli assicuri la sopravvivenza o che gli permetta di pagarsi la retta scolastica annuale.
In caso di limitate risorse finanziare si preferisce far studiare i maschi; le figlie invece sono tenute in casa per poter aiutare le donne nelle faccende domestiche e nella coltivazione dei campi, o in altri lavori che provvedano alla sussistenza dell’intera famiglia.Questo comportamento era influenzato dalla convinzione che la futura moglie non avrebbe potuto trovare un incarico di importanza tale da necessitare dell’istruzione: la sua vita era programmata all’interno della casa, totalmente dipendente dal marito a livello economico.
In Tanzania, le scuole secondarie si dividono in quattro categorie: agricoltura, commercio, istruzione tecnica e scuole di economia domestica, e sono ancora in larga parte organizzate in scuole femminili e scuole maschili.
L’associazione NEEMA, su richiesta della popolazione stessa, ha iniziato a lavorare al progetto della creazione di una scuola di economia domestica in alternativa alle scuole secondarie del governo. Quest’ultime infatti, sono innanzitutto troppo costose per tante famiglie ed inoltre prevedono un esame di ammissione ad inizio anno; in caso di esito negativo le ragazze sono costrette ad aspettare l’anno successivo per poter rientrare l’esame.
Molte sono le esperienze di scuola di economia domestica prensenti nel territorio e tutte hanno lo stesso stile: la durata è di 3 anni, vengono insegnate le stesse materie ed al termine viene fatto un esame di verifica. L’obbiettivo della scuola è quello di dare un’istruzione di base alle ragazze, con corsi di kiswahili, matematica, inglese, religione e offrendogli anche nozioni che potrebbero risultare utili ai fini di una famiglia futura: si impara a cucire, a cucinare, a stirare, a rifare il letto, si imparano nozioni per una sana alimentazione, per la salute dei figli, insomma tutte le attività che sono proprie di un ‘ economia domestica; da sottolineare è il fatto che la scuola è aperta a tutte le religioni, fino a poco tempo fa infatti erano presenti anche ragazze di religione musulmana.
Si cerca inoltre di offrire alle ragazze che ne fanno parte una possibilità diversa per il loro futuro, fornendo loro le conoscenze necessarie per poter fare le sarte o poter diventare insegnanti delle stesse scuole di economia domestica presenti nelle varie aree del paese.

 RELIGIONE: Da un punto di vista religioso i villaggi sono in maggioranza cattolici, ma è presente anche una forte compente musulmana e animista.
La convivenza nel rispetto reciproco e nella collaborazione è dimostrata dall’impegno dell’intera popolazione per realizzare progetti a beneficio di tutti. Il rispetto, poi, verso un defunto fa si che al funerale cristiano, persino alle celebrazioni eucaristiche, partecipino anche gli amici musulmani.