CONTAINER

A fine anno 2008 cominciamo ad interessarsi per spedire nella Repubblica Democratica del Congo un container in quanto qui in Italia abbiamo la possibilità di ottenere, a scopo benefico, del materiale inerente la costruzione della scuola e di altro genere. Consapevoli della grossa cifra da spendere per il trasporto non ci perdiamo d’animo ed entusiasti andiamo avanti nella raccolta del materiale.
Il 02 aprile 2009 finalmente il container parte dal porto di Genova.
Il lavoro è stato veramente enorme, sia da organizzare sia da gestire, ma abbiamo avuto a fianco persone che ci hanno dimostrato la loro disponibilità fornendoci mezzi per il trasporto dei materiali e spazi idonei per lo smistamento; persone che ci hanno aiutato fornendoci cemento, lamiere per il tetto, impianto elettrico, tavoli, scaffali, computers, materiale didattico, biciclette, stoffe, lana, bottoni, cerniere, macchina da cucire, giochi, vestiti, scarpe, l’organo per la chiesa di Kirungu e tanto altro. Il giorno in cui abbiamo sigillato il container, stanchissimi di tutte le ore di lavoro, i nostri occhi brillavano di gioia ed i nostri cuori erano carichi di speranza e felicità perchè sapevano che quel lungo lavoro di mesi stava arrivando a destinazione. I tempi previsti per questo lungo spostamento erano al massimo tre mesi e quindi il container doveva essere già al villaggio quando noi saremmo arrivati nel mese di luglio. Purtroppo non è stato cosi’!! Il container era rimasto fermo, circa un mese, nel porto di Kalemie, città lungo il lago Tanganika, a causa della mancanza di elettricità e di conseguenza la non agibilità della gru per essere caricato nella nave merce e compiere l’ultima attraversata. Amareggiati da tutto ciò, continuiamo a sperare dandoci da fare per capire meglio, per avere più informazioni possibili dalla città, lontana da noi più di 300 km; a volte sembrava che il giorno dopo tutto tornasse alla normalità, dopo un’ora la notizia veniva smentita, una voce diceva che forse la situazione rimaneva tale per mesi……per giorni interi abbiamo vissuto nell’illusione senza capirci un gran che. Le settimane passavano in fretta quindi non ci rimaneva altro che mettere in atto l’unica possibilità da compiere; raggiungere la città, andare direttamente al porto, aprire il container e scaricare tutto il materiale a mano nella nave. Non avendo altre scelte, i nostri ragazzi presenti sul posto, sono stati costretti a prendere questa decisione forzata. Lasciando alle spalle il pensiero tremendo di dover affrontare questo viaggio ( avendolo già fatto l’anno passato sanno cosa li aspetta), dopo aver riparato e cambiato pezzi alla macchina, con gli altri compagni di avventura si mettono in marcia per compiere questo lungo e faticoso spostamento al fine di risolvere i problemi al porto. Dopo 6 giorni sono di nuovo al villaggio, soddisfatti del lavoro eseguito in città, in attesa che arrivi la nave carica di tutto il materiale. Ma le difficoltà non sono ancora finite; ci sono ancora molte avversità da superare, il vento, la nave rimasta in mezzo al lago per guasti al motore, i problemi di scarico, l’organizzazione dei camion per poi raggiungere il villaggio…..passa ancora una settimana e poi il materiale è finalmente a destinazione. Così, senza perdere ulteriore tempo, ci siamo messi all’opera per smistare, catalogare il tutto e consegnare il materiale.
Mandare il container nella Repubblica Democratica del Congo ci è costato di trasporto, tasse, dogane e permessi più di € 15.000,00=. E’ stata una grande uscita finanziaria per la nostra associazione; il lavoro è stato molto impegnativo così come le tante difficoltà che sul posto abbiamo dovuto risolvere ma la nostra soddisfazione è stata enorme come le tante emozioni che si sono provate sia nel vedere il nostro container e quindi i nostri sacrifici lì in terra congolese, sia nell’assistere alla gioia che ci è stata manifestata dalle varie popolazioni nel vedere il materiale che avevamo consegnato naturalmente con criteri stabiliti. L’organo, che qui in Italia, era stato accantonato ed in procinto di essere buttato, è arrivato integro al villaggio ed una volta sistemato nella chiesa è stato subito benedetto. A tutte le ore della giornata, si sentiva musica risuonare nell’aria; erano tutti eccitati, entusiasti e felici di questa nuova musica.
Da quel giorno, grazie all’organo, è stata tutta una melodia!!!