Eleonora

2008- Cosa vi viene in mente se sentite dire la parola Africa? Penso che non esiste una sola risposta ma bensì milioni di risposte. Non esiste una sola Africa ma bensì “tante Afriche”: l’Africa incontaminata, l’Africa dei deserti, l’Africa dalle spiagge bianchissime….
Quando io penso all’Africa mi viene in mente solo la gente di questo grandissimo continente, solo persone e bambini, milioni di bambini che con un loro sorriso riescono a risolvere qualsiasi tipo di problema. Noi occidentali siamo troppo presi dalla frenesia non riuscendo più a trovare il tempo di ridere, di giocare, di stare con le persone a cui vogliamo bene; solo andando in questo continente lontano possiamo ritrovare noi stessi. Ed è per questo che ho deciso di affrontare il mio secondo viaggio in Tanzania nel villaggio di Mkongo. Avevo bisogno di ritrovare il mio cuore che giaceva là in silenzio sotto l’ombra di un albero aspettando di essere di nuovo felice. La voglia di riabbracciare i bambini e di stringere la mano alle persone del villaggio è un’emozione indescrivibile e solo chi vive queste emozioni può capire e come si dice: il mal d’Africa esiste e si fa sentire.
Una volta arrivata là riesco a vedere le difficoltà di questo villaggio, riesco a percepire le loro paure che forse per noi occidentali non lo sono, ma il bello dell’Africa è che “pole-pole” riusciremo a risolvere i piccoli grandi problemi. Gli occhi, gli sguardi dei bambini mi entrano nel cuore e MAI svaniranno dentro di me. La fiducia che loro hanno nei nostri confronti, la voglia di crescere, la voglia di essere un popolo autonomo è per me una soddisfazione e creare loro una danno o una delusione sarebbe una cosa insopportabile. Non riesco a pensare di deluderli perché da quando conosco il villaggio di Mkongo posso solo dire “asante” perché è grazie a loro che riesco a viverre meglio e ritrovare in me tutti quei valori che per noi occidentali ormai sono persi. Il silenzio, l’ interiore che ti serve per vivere riesci ad ascoltarla ed a percepirla solo stando seduta su quel “muretto”, anche il cielo puntellato di stelle è diverso dal nostro e respirando a pieni polmoni cerco di far entrare dentro di me un po’ d’Africa che mi accompagna una volta tornata in Italia fino alla prossima partenza.

 

2007- Il mio primo anno in Tanzania nel villaggio di Mkongo.
Sono rimasta affascinata da tutto ciò che mi ha circondato, la natura, l’atmosfera e le persone del villaggio. Mi sono sentita subito accettata da loro e per una volta ho sentito il mio cuore in pace con se stesso. E’ difficile credere che in quel luogo così lontano e differente da noi, esistono persone che sanno veramente cosa vuol dire essere fratelli.
Ho trascorso venti giorni indescrivibili; lì tra loro, in mezzo a tanti bambini ho provato delle emozioni bellissime trasmesse attraverso i sorrisi meravigliosi e gli occhi pieni di luce.
Lì non importa di che colore hai la pelle, ma la bontà del cuore e la voglia di crescere insieme.
I colori, la musica, la gente di Mkongo e soprattutto i bambini, rimarranno per sempre nel mio cuore.