Romano

2011- C’è una storiella ( o proverbio) che dice ” non c’è due senza tre”; ed eccomi puntuale alla mia terza volta in Tanzania.
Anche stavolta nel villaggio di Mkongo, dove, la prima volta provai una delle più forti emozioni della mia vita. Avrei voluto tonarci subito…il giorno dopo! ( era Luglio 2003). Ho avuto la fortuna di poterci tornare nuovamentee ad Agosto 2006 e lo scorso Luglio 2011. A distanza di otto anni, devo confessare che riguardo ad emozioni, poco o nulla è cambiato in me.
Sono stato in quel grande paese che si chiama AFRICA per tre volte e con tre gruppi diversi della nostra associazione. Tutto egualmente meravigliosi per amicizia fraterna, collaborazione ed entusiasmo; per cercare di realizzare i progetti che ci proponiamo alla partenza.
Abbiamo passato ore e giorni bellissimi insieme ad uomini, donne e bambini del villaggio, partecipando a cerimonie religiose (anche molto lunghe!) officiate da Padre Erik; sempre presente anche agli incontri con i rappresentanti delle varie attività, per discutere le loro priorità e le nostre possibilità pratiche ( ed anche economiche) di poterle realizzare.
Ho ritrovato vecchie conoscenze, conosciuto nuove persone, tutte semplicemnte meravigliose nel prodigarsi a rendere il nostro soggiorno fra loro il più sereno possibile. E ci sono riusciti.
Siamo tornati con l’animo pieno di gioia (ed anche con un pizzico di orgoglio) per quello che abbiamo realizzato.
Non so se questa sarà stata per l’ultima volta o se il destino deciderà diversamente. Posso comunque dire che queste esperienze hanno lasciato un ‘impronta indelebile nel corso della mia vita. E di questo ringrazio Dio.

2007- Sono qua a raccontare la mia seconda volta in Tanzania, la mia seconda volta a Mkongo. Dopo l’impatto emotivo della prima volta in quella terra e la conoscenza di realtà diverse, la mia vita ha subito qualche cambiamento sul modo di pensare e di vivere. Da qui nasce il desiderio di ripartire. Mi piacerebbe che molte altre persone provassero le sensazioni che io ho provato percorrendo la strada, che da qua porta al villaggio, dove l’accoglienza e la disponibilità della gente è qualcosa di straordinario. Nell’anno 2003 il mio soggiorno a Mkongo fu per ragioni diverse, abbastanza limitato, per cui non avevo compreso bene quale fosse l’entità del villaggio, delle persone che lo abitano, del loro modo di vivere. Questa volta ho constatato la vastità di questo territorio, ho conosciuto le difficoltà che questo popolo incontra nella vita di tutti i giorni, ma ho altresì conosciuto la maniera con cui riescono a superarle. Da parte mia, come di tutto il gruppo, ho potuto dare a quelle persone, solo piccole cose, ricevendo in cambio GRANDI COSE! Ricordo con piacere le giornate nelle quali andavamo presso gli altri villaggi per distribuire latte e biscotti ai bambini ed anche agli anziani; rivedo i più piccoli tendere le loro manine, sporche di terra rossiccia, per prendere un bicchiere di latte e qualche caramella, mentre mi guardavano con i loro occhioni scuri. Ricordo altri episodi che dimostrano la loro disponibilità verso di noi, come per esempio il procurarci dell’acqua perché potessimo fare una doccia.
Non mi dilungo ulteriormente. Occorrerebbero cento, mille pagine per raccontare quello che, se non vedi, non capirai mai.