L’essere umano ha una capacità meravigliosa: aiutare

Viaggio di condivisione del 2017

L’essere umano ha una capacità meravigliosa: aiutare.
Vorrei riflettere su quanto sia importante conoscere, entrare in contatto con persone, con abitudini, storie ed usanze diverse dalle nostre.
La diversità è una ricchezza: è bello vivere nuove esperienze, imparare a confrontarsi con culture distanti dalla propria, possibilmente divertendosi.
Credo che sia semplicistico giudicare determinate situazioni senza averle vissute, senza essersi sforzati di aprire soltanto un occhio di fronte a certe immagini, a certe persone. Proprio per questo ritengo sia fondamentale che sin da giovani i ragazzi sviluppino una propria idea, cerchino di collaborare, di essere aperti e disponibili nei confronti degli altri e della società.
Credo che non si smetta mai di meravigliarci e di imparare; certe esperienze sono necessarie per apprezzare ciò che possediamo e per renderci conto di quanto siamo fortunati ad avere cibo, acqua corrente ed elettricità a disposizione.
Ho deciso di partire per l’Africa qualche anno fa, quando, vedendo video e immagini, ho iniziato a sentire il bisogno di vivere questa esperienza. Ho sognato varie volte il momento in cui mi dicessero “Lisa allora si parte!”.
E così un giorno questa frase è stata detta per davvero e io sono diventata la persona più felice del mondo.
Sognavo di andare in Africa come viaggio di maturità e così è stato.
Senza l’aiuto del corso organizzato da “Missio Fiesole”, senza “Neema” e senza l’aiuto dei miei genitori, sicuramente questo viaggio non sarebbe stato possibile e proprio per questo motivo non smetterò mai di ringraziare ognuno di loro.
Sono partita per la Tanzania e ho trascorso presso il villaggio di “Mkongo” tre settimane.
Arrivati in Tanzania abbiamo trovato soltanto persone gentili, disposte ad andare a prendere l’acqua lontano chilometri per farci sentire a casa, persone che volevano a tutti i costi cucinare per noi e servirci, ragazze che ogni volta spazzavano la nostra stanza e ci chiedevano se avevamo bisogno di qualcosa.
Un’altra nostra grande fortuna è stata quella di avere con noi Baba Erik, una persona d’oro dotata di gentilezza e intelligenza impensabile. Assieme a lui voglio ricordare Renata, una donna meravigliosa che cucina benissimo, sempre col sorriso sulle labbra. Insieme a tutti i bimbi del villaggio, nel mio cuore porto in modo particolare Elias, il bimbo a cui mi sono affezionata maggiormente e che spero di rivedere al più presto.
Durante il nostro soggiorno abbiamo avuto la possibilità di trascorrere del tempo nel dispensario, una sorta di ospedale dove le persone si recano per fare accertamenti in caso di scarsa salute o semplicemente dove il lunedì mattina le mamme si recano per fare vaccinare i loro bambini.
Abbiamo visitato il convento delle suore, molto curato e trattato anche nei minimi dettagli. Le suore sono gentilissime, sempre sorridenti e disponibili a venirci incontro Per qualsiasi bisogno.
Siamo stati a visitare la loro scuola, andando a portare matite, pennarelli, astucci e quaderni ai bambini.
Impossibile scordare il loro sorriso di fronte ad una nuova matita.
Abbiamo trascorso del tempo con i muratori, abbiamo imparato con loro a fare la calcina e a posizionare i mattoni per costruire i vari edifici. Nonostante siano privi di tecnologia, non si può dire che non siano capaci di cavarsela ugualmente! È veramente curioso vedere come la mente umana riesce sempre a trovare la giusta soluzione, l’idea più appropriata per svolgere le cose al meglio.
Abbiamo trascorso molto tempo con i bambini del villaggio, abbiamo giocato molto con loro: basta un fazzoletto, una pallina o semplicemente il proprio corpo per formare un enorme gruppo di persone che giocano spensierate e si divertono insieme.
Non hanno giochi ma tanta voglia di giocare: si divertono con i sassi, con palline di carta, si divertono a correre, a saltare e cantare, non hanno un telefono di ultima generazione ma hanno tanta voglia di stare insieme, costruire montagne di legnetti, muovere quelle gonnelline che hanno addosso o giocare con i cagnolini che corrono liberi nel villaggio.
Con un pomodoro e un po’ di fagioli mangia una famiglia intera, vivono in case fatte di mattoni o di fango e il loro tetto è spesso costruito con la paglia. La cosa straordinaria di queste persone è la forza.
Gli abitanti di Mkongo sono “poveri” di fronte ai nostri occhi ma sono veramente ricchi di sentimenti e di capacità di trasmettere a noi il doppio di quanto noi riusciamo a dare a loro con le cose materiali.
Sono persone capaci di essere felici per ciò che hanno.
Probabilmente noi siamo più evoluti, ma talvolta siamo talmente tanto avanti da dimenticare ciò che invece è semplicissimo e fondamentale: la capacità di dare un abbraccio, di dire “grazie” o semplicemente di fare un sorriso a chi ne ha bisogno.
Quando parlo di integrazione e di scambio intendi dire proprio questo: un confronto, un’integrazione di mille colori per comporre tutti insieme un bellissimo arcobaleno.
Nonostante sentissi da tempo la voglia di partire, inizialmente molti dubbi hanno invaso la mia testa, ma ad un certo punto capisci che è inutile negare a se stessi una sensazione e quindi decidi di partire semplicemente perché “è più forte di te”.
Credo che sia fondamentale che ciascuno di noi insegua sempre i propri sogni: inizialmente si può sentire soltanto una piccola scintilla ma, col passare del tempo, questa cresce sempre di più e non c’è cosa migliore che aprire gli occhi e trovarsi con i piedi immersi nella sabbia rossa e tanti bambini che sorridono intorno a te.
“Uomo bianco ricorda: abbiamo due orecchie ed una bocca per ascoltare di più e parlare di meno”
Lisa